Bestie, vermi e asini. Eroi e fantasmi.

Luigi Conenna
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Fonte: Flickr

Cresce il numero di persone che si spingono fino ai confini della comunità europea per cercare asilo, immigrati che dalle coste italiane al corridoio balcanico bussano alla nostra porta. Non solo siriani. Ma i nostri politici?

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Sono giorni concitati. L’acuirsi su più fronti dei fenomeni migratori vede l’Europa più che mai attiva per gestire la questione, finalmente, verrebbe da dire. Si inizia a parlare di quote, di accoglienza, di persone che vogliono vivere.
Il tutto purtroppo scaturisce dalla morte.
Ma pare che le morti non siano tutti uguali.
Da mesi, anni, arrivano sulle nostre coste barconi carichi di persone che vogliono vivere.
Sono i più fortunati. Prima di quell’approdo ci sono mesi di viaggio, di purgatorio, di persone che non ce la fanno. Morti.
Sarebbe stato bello vedere italiani, austriaci e tedeschi, accogliere in festa anche costoro.
Adesso inizia ad andare di moda l’essere siriano. Sui siriani si è sbilanciato anche Salvini.


Lì c’è la guerra, dicono tutti.
Che i burocrati facciano i burocrati, verrebbe da dire, ma la gente per bene dovrebbe essere invitata a gioire per l’umanità tutta, davanti a gente che si salva la vita. Essere sottoposti metodicamente a questo tipo di messaggi rischia di educarci al razzismo.
Oltre alla guerra esiste la povertà, a volte estrema, e soprattutto la voglia di riscatto.
Tutti hanno dei sogni, per alcuni una vita tranquilla è un sogno.
Lo status di essere umano, e il nostro dolore per i morti, dovrebbe esistere sempre.
Siamo immuni ai numeri. Adesso ci servono le immagini.
I numeri dei morti in mare sono costantemente elevati, fra questi ci sono bambini.
Serviva una foto per far capire che dietro quei numeri ci sono persone.

Perché accogliere alcuni come eroi, e altri come fantasmi? È l’Italia il problema?

In tutto questo lo scenario politico si è mobilitato, si è scatenato subito un giro di complimenti fra Renzi che parla di bestie, Salvini che gli da del verme e Gasparri che rilancia con l’asino. Siamo allo zoo.

È l’Italia il problema?

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Luigi Conenna

Sono nato sul mare. Sono aperto al mondo, senza muri e barriere. Mi piacciono l’armonia e la tranquillità.


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