Facebook, siamo noi a decidere i contenuti o è l’algoritmo?

Manuela Mondello
Facebook
Condividi

Chi decide cosa appare ogni giorno sulla nostra bacheca di Facebook? Siamo noi stessi a scegliere cosa leggere ed eventualmente commentare o è l’algoritmo che si cela dietro le nostre pagine social a selezionare per noi i contenuti? Il pensiero comune riguardo Facebook, e i Social Media in generale, è che siano una “cassa di risonanza”, luoghi abitati in cui le notizie “corrono” raggiungendo un pubblico sempre più vasto. Ma è davvero così? Proviamo, allora, a ragionare e comprendere meglio il meccanismo dell’algoritmo e le funzionalità.

Il suo nome è EdgeRank, ed è uno degli algoritmi fondamentali del marketing. Facebook lo utilizza per definire ciò che apparirà nel flusso delle notizie di ciascun utente. Il “News Feed” – la sezione Notizie – è l’ordine in cui appaiono, e il suo scopo è quello di fornire il contenuto giusto, alle persone giuste, al momento giusto.

Piaccia o meno sono loro a decidere: gli algoritmi.

Qualche mese fa, il team di Mark Zuckerberg ha nuovamente rivoluzionato la visibilità dei contenuti: vediamo molto di più i post dei nostri amici e meno i contenuti pubblicati dalle fanpage. Una scelta che ha penalizzato le pagine: non sono più sufficienti i pollici alti e i commenti, ma occorre veicolare messaggi strategici e creativi, sperando che il contenuto venga apprezzato e passi di bacheca in bacheca. Sembrerebbe inutile girarci intorno: questo è il modo in cui l’informazione viene prodotta, consumata e condivisa, o, se preferite, calcolata attraverso un metodo matematico.

Ma a rendere più ostico il nostro quesito iniziale ci pensa uno studio, pubblicato sulla rivista Science da un team di ricercatori di Facebook e dell’Università del Michigan, e ci dice che in realtà la situazione è un po’ diversa. Sebbene esista un algoritmo che seleziona e propone le notizie sulla base dei nostri interessi, la ricerca ha rivelato che sul nostro feed, in realtà, visualizziamo molti contenuti che divergono dalle nostre opinioni.

Gli studiosi hanno analizzato i comportamenti di 10 milioni di cittadini statunitensi che, nei loro profili, hanno inserito l’orientamento politico. All’interno del network di amici di ogni utente, i ricercatori hanno esaminato e considerato 7 milioni di link riguardanti notizie di politica, affari internazionali e ambiente.

I risultati della ricerca hanno dimostrato che le scelte fatte sono dipendenti sia dall’algoritmo di Facebook (la posizione di una notizia nella home) sia dal credo politico dell’utente. Questo studio dimostrerebbe, almeno per ora, un’influenza maggiore degli stessi utenti nella selezione delle notizie, soprattutto se i contenuti divergono con la propria visione del mondo. Lo studio, pur non sottovalutando il peso degli algoritmi, afferma che il proprio orientamento politico inciderebbe molto di più sulla scelta dei contenuti e saremmo noi stessi a selezionarli.

E allora? Cosa pensare? Che fare? Potremmo, per esempio, smetterla di distribuire e farci spammare contenuti, perché il contenitore social ha smesso di essere una novità già da un po’ di tempo. Potremmo iniziare a pretendere buoni contenuti, che oltre al titolo e all’immagine forte abbiano quella marcia in più che ci dica qualcosa. Potremmo, per esempio, fregarcene dell’imprevedibilità dell’algoritmo e cominciare l’educazione al suo utilizzo. Perché di “pane e salame” non possiamo viverci troppo a lungo.

 

 

 

 

 

Condividi
Manuela Mondello

Blogger, social media & web content editor, creativa, curiosa e appassionata di politica. Detesto la banalità e mi prendo cura di osservare (o almeno ci provo).


Lascia un commento