Arte e comunicazione. Un buon inizio ma ancora tanto su cui lavorare

Anna Calò
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Qualche giorno fa, sono  andata al cinema a vedere Firenze e gli Uffizi 3D/4K – Viaggio nel cuore del Rinascimento. Un docu-film di un’ora e mezza su Firenze e le sue bellezze, disponibile nelle sale cinematografiche italiane dal 3 al 5 novembre, realizzato in collaborazione con Sky Arte HD, Nexo Digital e Magnitudo Film, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e del Comune di Firenze e con il sostegno di Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Un viaggio multidimensionale per scoprire le origini del Rinascimento italiano.

Da fiorentina, vedere al cinema la mia città in 3D è stata un’esperienza interessante. Come interessante è stato il gioco atemporale che viene fatto durante la narrazione del film nel quale Simon Merrells interpreta il ruolo di Lorenzo il Magnifico in un incessante dialogo tra passato e presente. Nel film vengono raccontati i luoghi simbolo della città ma, ovviamente un occhio di riguardo è riservato alla Galleria degli Uffizi dove Antonio Natali (direttore dal 2006 al 2015) ci accompagna in un excursus tra le opere di Giotto, Piero della Francesca, Raffaello e Tiziano, di Leonardo, di Michelangelo, senza tralasciare la Primavera e la Nascita di Venere di Botticelli e lo Scudo di Medusa di Caravaggio, quest’ultimo inserito all’interno di un capitolo dedicato alle opere ‘mostruose’ della Galleria, tra cui la Madonna della Arpie di Andrea del Sarto, la Calunnia di Botticelli e Giuditta che decapita Oloferne di Artemisia Gentileschi.

In realtà, la realizzazione di questo film è avvenuta dopo lo straordinario successo di Musei Vaticani 3D, che si è classificato come il contenuto d’arte più visto nella storia del cinema nel mondo, distribuito in 60 paesi e 2.000 sale cinematografiche per oltre 220 mila spettatori.

Io ritengo che questo lavoro fatto con la cultura sia il modo migliore per creare le basi affinché gli italiani guardino con occhi diversi il proprio Paese.

E’ necessario però fare una riflessione più ampia sul rapporto tra italiani e cultura. I dati Istat rivelano che il 72% di italiani nel 2014 non è mai entrato in un museo. Una percentuale molto significativa sulla quale è necessario soffermarci un attimo. Nel nostro Paese c’è un immenso tesoro che continua a rimanere ai più nascosto. Sempre l’Istat ci rivela che è il cinema l’attività culturale più diffusa tra gli italiani, quindi ben vengano iniziative come quella fatta per gli Uffizi di Firenze, con la quale ho volutamente aperto quest’articolo, che dovrebbero però essere fatte per tutti i musei e si dovrebbe comunicare la nostra straordinaria ricchezza di opere d’arte non solo ai turisti ma agli italiani stessi che attraverso la cultura potrebbero, e dovrebbero, imparare ad amare, ma soprattutto a rispettare, il proprio Paese. Considero questo il modo migliore attraverso il quale tutti si possono riconoscere. L’Italia vanta un patrimonio artistico e cultura immenso che merita di essere valorizzato con le giuste risorse e che ha un estremo bisogno di essere comunicato. Parlando in termini economici, come si nota nel Rapporto annuale del 2015 “Io sono cultura” curato dalla Fondazione Symbola e da Unioncamere, le imprese delle filiere culturali e creative producono 78,6 miliardi di valore aggiunto e ‘attivano’ altri settori dell’economia arrivando a muovere complessivamente il 15,6% del valore aggiunto nazionale, equivalente a 227 miliardi di euro. Numeri importanti che tengano conto di tutto l’indotto che un’azienda culturale crea ma ancora pochi se consideriamo tutta l’offerta culturale italiana. Pensiamo solo al fatto che  attuamente l’Italia è la nazione che detiene il maggior numero di siti (51) inclusi nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. Siamo difronte, come è ben visibile a tutti, ad un settore che necessita di essere valorizzato. I numeri dimostrano che con la cultura si mangia ma si potrebbe mangiare di più e per far questo c’è bisogno di comunicazione.

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Anna Calò

Cogito ergo comunico. Appassionata di arte e politica. Sognatrice, quanto basta. Curiosa, in maniera smisurata.


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