Cop21, Parigi: trovato accordo sul clima

Sara Ceredi
Cop21
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“Nessuno di noi agendo da solo può raggiungere il successo; il successo è portato da tutte le nostre mani unite.”

Con questa frase, citazione storica di Nelson Mandela, si è conclusa a Parigi la ventunesima Conferenza Mondiale sul Clima che ha portato 195 Paesi del mondo a un accordo in materia ambientale dopo oltre vent’anni di tentativi senza ombra di soluzione alcuna.

I 13 giorni – dal 30 Novembre all’11 Dicembre 2015 – che hanno visto collaborare i big del pianeta all’elaborazione di una trattativa condivisa da tutti gli ospiti della capitale francese sul clima, sono terminati con l’approvazione di un accordo che prevede misure di tutela e di prevenzione per salvaguardare il mondo sul quale viviamo. Sono stati individuati quattro sostanziali obiettivi che devono essere tassativamente rispettati affiché la vita sul nostro pianbeta continui come l’abbiamo vista fino a ora.

Su tutti troneggia la stabilizzazione delle temperature in generale, che non dovrebbero aumentare, se non di un grado e mezzo al massimo. Il limite alle temperature è stato inserito come priorità visto l’evidente surriscaldamento globale al quale da anni assistiamo, che comporta inverni miti, estati torride e climi tropicali in costante aumento verso zone che di tropicale hanno ben poco.

Allo stesso tempo è stata decisa e messa in agenda la continua diminuzione delle emissioni di gas inquinanti, con l’augurio che nella seconda metà del secolo queste risultino talmente minine da poter essere assorbite dalla stessa natura.

L’accordo prevede che ogni cinque anni vengano effettuate verifiche e controlli su come, quanto e quando sia avvenuta la riduzione dei gas serra e, dulcis in fundo, i paesi facoltosi si impegnano a versare 100 miliardi di dollari ogni anno a quei paesi che necessitano strumenti ed attrezzature volte ad utilizzare energie rinnovabili per potersi sviluppare nel rispetto dell’ambiente.

Queste le soluzioni trovate  nei tredici giorni di negoziati, che dovrebbero essere i primi passi da adottare per una stabilizzazione in positivo del clima globale. Eppure l’accordo non prevede eventuali sanzioni per quei paesi che non dovessero riuscire a rispettare i patti previsti, e questa mancanza rientra nelle criticità che ambientalisti e importanti organizzazioni non governative additano all’elaborato in questione. Problematica simile consiste nel fatto che alcune delle misure emerse durante la stipula dell’accordo sono legalmente vincolanti e altre no. Emerge quindi un’idea opaca di quello che si può e di quello che non si può fare, e forse un accordo per essere definito storico non dovrebbe presentare queste caratteristiche.

In questa ottica si inserisce Greenpeace International con il suo direttore esecutivo Kumi Naidoo che tramite Twitter spiega di avere perplessità sulla COP21 di Parigi. Egli si dichiara in disappunto su parecchi punti, nonostante sia stato riconosciuto il ruolo obsoleto dei combustibili fossili.

L’accordo da solo non basta secondo Naidoo che conclude, però, il suo intervento social con una nota di positività inneggiando al coraggio della nostra specie, che sarà la vera soluzione al problema climatico globale.

In generale regna un clima di soddisfazione unito alla consapevolezza di dover continuare a percorrere questa strada rafforzando ulteriormente gli sforzi.

Chissà se la lungimiranza del  direttore esecutivo di Greenpeace potrebbe essere davvero la reale soluzione al cambiamento climatico o se bastasse chiedere informazioni alla Costa Rica, paese sudamericano che nel 2017 utilizzerà solamente energie rinnovabili per farci dare qualche sensato consiglio?

Quel che è certo è che la COP21 di Parigi è stata un traguardo importante e degno di merito, ma se davvero su questo mondo vogliamo continuare a vivere, serviranno fatti concreti oltre alle misure scritte su carta e bisognerà pensare un po’ meno ai propri interessi e un po’ di più alla nostra Madre Terra.

Ce la faremo? Ce la faremo.

Fonte immagine: Flickr

 

 

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Sara Ceredi

Appassionata di tutti gli effetti dell’elettronica e di tutte le
sfaccettature della danza, non nego l’amore immenso che provo per il
nichilismo e per la letteratura russa.
Filosofa di formazione e di mentalità, attraverso l’universo sorridendo!


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