Rai, quo vadis al buio?

Manuela Mondello
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Ancora luci spente sul canone in bolletta elettrica. Un breve vademecum per gli utenti

Il 2016 è anche l’anno del canone Rai, che debutta in bolletta, portandosi dietro critiche, dubbi e questioni di legittimità. Nel precedente articolo avevamo tracciato le opportunità e i rischi della proposta, ancora in fase di elaborazione, contenuta nei principali interventi della Legge di Stabilità 2016.

Ma da quest’anno il pagamento del canone in bolletta diventa definitivo e si aprono scenari inesplorati per i cittadini. La tassa passa dai 113 euro a 100 euro, nel Paese in cui «pagare il canone tv è adesso facile come accendere la luce» – spiega il messaggio contenuto nello spot diffuso dalla concessionaria pubblica.

L’abbonamento che sarà dilazionato durante l’anno, prevedrà un primo esborso nel mese di luglio, comprensivo di tutte le rate scadute fino a quel momento, per un importo di 70 euro. Dal 2017, invece, le rate diventeranno dieci, a cadenza mensile e di importo pari a 10 euro (trattandosi di pagamenti bimestrali per le bollette, le famiglie pagheranno 20 euro in più su ogni bolletta).

Nel caos generale queste al momento rimangono le uniche informazioni certe, a fronte di un sistema che non prevede situazioni tipiche e molto diffuse, quelle in cui, ad esempio, possono trovarsi i titolari di abbonamento che non coincidono con gli intestatari dell’utenza elettrica su cui verrà addebitato direttamente l’intero importo.

Ma in che modo l’Agenzia delle Entrate riuscirà a incrociare i dati e a escluderli in caso di sovrapposizione? La possibilità di una duplicazione dei canoni è un’ipotesi verosimile, sebbene la Legge di Stabilità escluda dal pagamento i possessori di una seconda casa.

Nel comunicato stampa congiunto del 13 gennaio 2016, l’Agenzia delle Entrate (Ufficio Stampa) e la Rai precisano che «il canone è dovuto una sola volta, per ogni famiglia o per gruppo di persone residenti nella stessa casa. Per tutte le altre abitazioni non ci sarà inoltre alcun addebito».

Dinanzi a una risposta debole che alimenta dubbi e non collima con la realtà attuale, i cittadini si confrontano con un meccanismo di pagamento che non accoglie tutte le diverse casistiche. Pensiamo alle situazioni tipo di conviventi che non fanno parte dello stesso nucleo familiare o gli studenti fuori sede ancora a carico della famiglia, che potrebbero trovarsi a pagarlo due volte. Senza dimenticare il rischio, tutt’altro che remoto, del distacco della fornitura elettrica, soprattutto per quei consumatori che sono intestatari di più utenze della luce, ma non per forza residenti. E se a qualcuno venisse in mente di effettuare il passaggio da un gestore di fornitura elettrica a un altro, come ci si comporterebbe in questi casi?

Tanti dubbi, poche risposte che hanno generato un caos informativo tale da spingere la nostra concessionaria pubblica a correre ai ripari tramite il sito www.canone.rai.it, in cui Mamma Rai dispensa FAQ, ovvero le risposte alle domande più frequenti, che, tuttavia, non prendono in considerazione tutte le casistiche possibili.

Ma esiste un’altra possibilità di dialogo con Viale Mazzini, il numero verde 800.93.83.62, attivo dallo scorso 27 gennaio, dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 21. Chiamando il servizio, una voce registrata rimanda alla possibilità di proseguire il percorso telefonico in lingua italiana o tedesca.

Dopo aver scelto i due idiomi disponibili, la guida spiega le novità introdotte sul canone (la rata non scade più il 31 gennaio) e nella fase successiva informa gli utenti dell’opportunità di richiedere un appuntamento telefonico gratuito tramite il sito www.prontolarai.it.

Per chi volesse assistenza telefonica immediata, invece, può rimanere in linea e attendere la disponibilità del primo operatore per scoprire che «siamo in attesa del decreto attuativo che arriverà a metà febbraio» e definirà con precisione le casistiche particolari. Niente da fare al momento, non ci resta che attendere qualche settimana e metterci l’anima in pace. Nel frattempo è importante ricordare «che in Italia il canone ordinario deve essere pagato solo per il possesso di un televisore».

In un comunicato stampa del 22 febbraio 2012 è la Rai stessa a ribadire questo concetto, non avendo mai «richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone». Sono esenti dal pagamento anche gli over 75 con un reddito proprio e del coniuge non superiore a 6.713,98 euro all’anno, tutti coloro che hanno una seconda casa con la tv e chi possiede una fornitura elettrica ma non l’apparecchio.

La Legge di Stabilità ha inoltre eliminato la possibilità di “suggellamento” degli apparecchi, pratica non molto diffusa, anche perché un operatore si recava personalmente nelle case e metteva la tv in un sacco. In sostituzione di questa procedura, il Governo inserisce la dichiarazione di non detenzione degli apparecchi: un anno di validità e responsabilità penali in capo a chi dichiara il falso. Purtroppo ad oggi le modalità della dichiarazione devono essere ancora definite con un provvedimento ad hoc dall’Agenzia delle Entrate.

La saga perciò continua tra polemiche, dubbi e il parziale blackout informativo.

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Manuela Mondello

Blogger, social media & web content editor, creativa, curiosa e appassionata di politica. Detesto la banalità e mi prendo cura di osservare (o almeno ci provo).


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