Primarie, primo confronto a quattro: vince il fair play

Redazione CP
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È il primo faccia a faccia fra i quattro candidati alle primarie di Milano e al Teatro Dal Verme si registra il tutto esaurito, tanto che alcuni, fra i moltissimi in fila, sono costretti a virare verso Piazza Castello per seguire il super dibattito da un maxi schermo.
Entrano uno alla volta, la prima è la vice sindaca Francesca Balzani che ha visto crescere la sua notorietà nelle ultime due settimane, ma sconta una lieve antipatia in chi la vede espressione dell’elite borghese. Il secondo è mister Expo: Beppe Sala entra sicuro di sé, accompagnato da Heros di David Bowie, dopo di lui Pier Majorino, dalla faccia simpatica e l’immagine di uomo di sinistra, a partire dalla scelta della barba incolta. L’ultimo è Antonio Iannetta, l’outsider come si dice in gergo, il manager sociale con una laurea in matematica e fisica.

La prima domanda su tasse e burocrazia lascia spazio ai candidati di confrontarsi pacatamente su idee e programmi tutto sommato poco diversi, ma è con la seconda che l’aria si surriscalda e partono le prime frecciatine. Sul “cosa vi separa e cosa vi accomuna” Majorino ironico risponde «Io mi occupo di persone, Francesca di numeri, a Milano e a Genova», alludendo all’ultima polemica sulla residenza della vice sindaca, alla quale non è piaciuta la contrapposizione e dopo una risposta dal sapore un po’ saccente «Mi meraviglio che nessuno abbia risposto che ci accomuna di essere candidati alle primarie» ricorda a Majorino «Senza numeri e dati non ci si può occupare delle persone».
Il dibattito prosegue poi sui temi classici: case popolari, periferie, verde, ad animarlo uno stile diverso che contraddistingue ognuno dei quattro candidati.
Majorino sceglie la poesia alla prosa, è appassionato e sa di toccare le corde giuste, da uomo con la lunga carriera nel sociale, si proietta nel 2040 e sogna una Milano a 0 emissioni, forse più astratta e idealista è Francesca, il cui progetto è la realizzazione di una Borsa degli spazi, un luogo – dice – dove potenzialmente si incontrino domanda e offerta. Reduce dal ruolo di mister Expo, Sala ostenta sicurezza e il suo è il progetto più concreto di tutti: metter mano alle società pubbliche e usare quei soldi per lavorare nei quartieri popolari. Ma è evidente che anche i manager nutrano sogni, e il suo è quello di riaprire i Navigli. Iannetta racconta l’esperienza positiva di alcuni giovani nel recupero di spazi abbandonati e degradati e lancia il suo progetto improntato alla lotta contro il consumo di suolo.

Poche scintille, insomma, a parte quelle sul finale a proposito dei conti di Expo.
Dal comitato di Sala, Majorino è “accusato” di non aver scommesso sulla grande esposizione universale, ma Pier nega rilanciando il tema dei bilanci. Istantanea la replica di Sala che, tra gli applausi scroscianti, chiude il dibattito: «Dovremmo essere assolutamente fieri del lavoro fatto».

Che vinca il migliore!

 

Antonella Tauro

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