Emissioni: Norme soft per i veicoli diesel

Luigi Conenna
CP emissioni
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Emissioni inquinanti: l’Europarlamento boccia la proposta di veto della commissione ambiente che voleva opporsi alla decisione della Commisione europea di raddoppiare, seppur temporaneamente, i limiti delle emissioni di ossido di azoto per i motori diesel. Ciafani (Legambiente): «Condono che premia i furbi».

 

Mercoledì 3 febbraio il Parlamento europeo si è opposto (per soli sei voti) alla proposta di veto giunta dalla commissione ambiente a proposito della decisione della Commissione europea di aumentare, seppur temporaneamente, i limiti delle emissioni di ossido d’azoto per i motori diesel del 110%.

La proposta della Commissione europea, arrivata nell’ottobre 2015, prevede due fasi per la riforma del regime di emissioni: nella prima le case automobilistiche dovranno rispettare uno standard pari al +110% di emissioni per i nuovi modelli entro il 2017 e per i nuovi veicoli entro il 2019; nella seconda tale limite verrebbe ridotto assestandosi al +50% rispetto a oggi (entro il 2020 per i nuovi modelli ed entro il 2021 per i nuovi veicoli). La Commissione avanza tali proposte constatando il fallace sistema di rilevamento delle reali emissioni palesatosi con l’esplosione del caso Volkswagen e confermatosi in seguito in casa Renault, svelando come in alcuni casi i limiti vengono abbondantemente e sistematicamente sforati. In pratica il messaggio è “A cosa serve una regola ferrea se nessuno la rispetta? Cambiamo la regola”. La consuetudine si fa quasi norma.

Il collegamento con i problemi avuti dalla casa automobilistica tedesca e la tempistica di questa proposta (è arrivata un mese dopo la ribalta del “dieselgate“) sono fra i principali motivi con cui polemizzano i Verdi, i radicali e il partito della Sinistra europea. L’accusa generale è di aver intrapreso un’azione sconsiderata alla luce dell’emergenza climatica e degli accordi della Cop21 di Parigi, col solo scopo di favorire il mercato automobilistico, a partire da quello tedesco. Non si deve essere particolarmente maligni per ricollegare questa “libertà di inquinare” alla potente lobby dell’auto e alla rilevanza della Germania in questo mercato. Se si uniscono i capitali di giganti come Volkswagen e il peso politico di paesi come la Germania in europa, tutto il resto rischia di passare in secondo piano.

Ad andarci di mezzo, come purtroppo spesso accade, sono i cittadini europei che dovranno respirare l’ossido di azoto (NOx) che si propaga dagli scarichi dei motori diesel, sostanza fortemente inquinante e dannosa per l’ambiente e quindi per l’uomo.

L’Europarlamento opponendosi al veto si è dimostrato attento agli equilibri economici e finanziari piuttosto che al buon senso ambientale, e questa decisione deve far riflettere soprattutto perché sembra che si ignorino gli accordi giunti nel frattempo (dicembre 2015) alla Conferenza mondiale sul clima. Non è da escludere, volendoci fidare di Bruxelles, che ci possa essere una visione di lungo termine finalizzata a far rientrare la questione, ma delude un po’ questo tipo di atteggiamento proprio adesso che si è capito di dover iniziare immediatamente a fare qualcosa.

Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, lo ha definito un «condono che premia i furbi» e «una decisione che va deliberatamente contro l’ambiente e la salute dei cittadini ed è solo a favore delle lobby automobilistiche».

L’impressione è che si debba stare ben attenti a seguire lo sviluppo delle politiche ambientali del nostro continente, in un momento che è stato solennemente riconosciuto come cruciale per il futuro del pianeta. La strada intrapresa non sembra essere delle migliori, la ragione sta ancora dove ci sono i grandi e intoccabili capitali, ma qualcosa di buono la si dovrà fare e noi di CP speriamo di poterne parlare presto.

 

Fonte immagine: Flickr

 

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Luigi Conenna

Sono nato sul mare. Sono aperto al mondo, senza muri e barriere. Mi piacciono l’armonia e la tranquillità.


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