Raggi batte Giachetti, anche su Twitter

Luigi Conenna
Raggi Giachetti Twitter CP
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Breve analisi della comunicazione tramite i propri account Twitter dei due candidati sindaco di Roma, nel periodo a cavallo fra il primo turno e il ballottaggio.

 

Raggi batte Giachetti 60 a 23. Non sono numeri legati ai risultati del ballottaggio che ha visto Virginia Raggi diventare sindaco (o sindaca, ma questa è un’altra storia) di Roma, ma il resoconto di una rapida analisi della comunicazione fatta via Twitter dagli account dei due sfidanti. Nelle due settimane intercorse fra il primo turno e il ballottaggio, l’account della Raggi ha twittato il triplo di quello di Giachetti, ma come sappiamo ciò che conta è la qualità, non la quantità. Guardiamo allora questi tweet nei contenuti.

 

Raggi-Giachetti, la sfida su Twitter

Innanzitutto, perché analizzare la comunicazione di Raggi e Giachetti proprio su Twitter? Presto detto: il social che cinguetta è stato da subito avamposto renziano, che ha fatto del mezzo un’arma a suo favore, corroborando la sua celebrità e diffondendo i suoi messaggi. Il M5s, dal canto suo, vive di web e non può sottovalutare l’utilizzo strategico dei social media.

Sono stati selezionati qui alcuni passaggi rilevanti, senza pretesa di apportare verità sconvolgenti, per carità.

Pronti, via.

Primo turno concluso, scrutini effettuati e risultato giunto: Virginia Raggi e Roberto Giachetti andranno al ballottaggio. Le prime reazioni dei due su Twitter: Giachetti si rimbocca le maniche, consapevole che dovrà sudare per convincere i romani perché i numeri che escono dalle urne non sono confortanti; Virginia Raggi, semplicemente, ringrazia. Un tweet semplice, pulito, una fotografia e una sensazione di tranquillità e sicurezza.

Dal fronte M5s traspare sicurezza, dall’altra parte un po’ di timore e la convinzione che difficilmente il PD riuscirà a prendere Roma: tanto difficile quanto battere il Belgio alla partita d’esordio degli europei (una differenza al volo, Giachetti non aveva in squadra Giaccherini, ma aveva ad esempio una ex MSI pronta a fare l’assessore di un partito di centro sinistra).

 

Raggi-Giachetti, contenuti a confronto

Procedendo, si passa ai contenuti: con cosa aprono la sfida all’ultimo voto in vista dei ballottaggi? Giachetti lo fa parlando di Olimpiadi, non proprio il tema principale del dibattito, teoricamente, e citando uno che a Roma conta come pochi altri: Francesco Totti. La Raggi propone il link a un video dove, intervistata, parla del suo programma in caso di vittoria e invitando al voto chi lo ritenesse condivisibile.

Giachetti parlerà di Olimpiadi in 4 tweet su 23, insistendo su un tema che lo vede in prima linea, a differenza della sua concorrente. Pare che l’argomento sia stato ritenuto particolarmente rilevante dall’esponente del PD e dal suo staff. La sua concorrente tocca l’argomento, definendolo non cruciale e rimettendolo nelle mani dei cittadini, smontando un tema non centrale senza però chiudere del tutto la porta: a naso sembra una linea vincente.

Proseguendo sulla bacheca di Roberto Giachetti vediamo toccare temi di rilevanza nazionale e internazionale: da Orlando alla legge “Dopo di noi”, dal Mein Kampf nelle edicole alla violenza sulle donne. Qui però c’è in corso una campagna elettorale per amministrare Roma, servirebbe forse qualcosa di più “local”. Invece, sembrerà strano, nessun riferimento al programma per Roma, nessun tweet che ne parli. Se io elettore romano avessi per assurdo deciso di informarmi solo seguendo Giachetti e la Raggi su Twitter, e solo dopo il primo turno, non avrei saputo cosa propone il PD per la mia città. Dall’altra parte, lato M5s, ci sono dieci tweet che parlano di programmi, suddivisi fra mobilità, ambiente, politiche sociali, scuola, turismo e sviluppo, sicurezza, rifiuti, casa, arte-cultura-sport, periferie.

Lato PD, quindi, mancano i programmi e non c’è una visione di partito (almeno sulla bacheca Twitter di Giachetti), e si guarda più alla mancanze altrui che ai propri propositi: ne è dimostrazione l’ultimo tweet prima del “grazie” che chiude la campagna elettorale. Sulla scia delle polemiche per gli incarichi irregolari della Raggi emersi pochi giorni prima del voto, c’è la stoccata diretta alla candidata M5s definita come minimo bugiarda, e ci sta. Ma manca tanto altro: uno storytelling politico fatto di contenuti e programmi, le piazze, le persone. Non si può vincere solo perché dietro si ha un brand forte come il PD che fece furore alle europee. Twitter è solo un canale fra tanti, certo, ma qui la comunicazione è stata un po’ povera.

A proposito di piazze e gente, non si può non assegnare anche questo punto alla Raggi e al M5s: quella qui sotto è solo una delle diverse dirette mandate in onda da piazze romane con platee vere ad ascoltare.

 

Raggi batte Giachetti, anche su Twitter

Volendo tirare le somme di quest’analisi su come i due candidati sindaco di Roma hanno comunicato su Twitter nelle due settimane a cavallo fra il primo turno e il ballottaggio, emerge un vittoria di Virginia Raggi sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Contenuti, toni abbastanza moderati, persone, piazze, programmi, poche urla “grilline”, nessun Vaffa.

Al netto di quanto Roberto Giachetti sia sicuramente una brava persona che ha accettato una sfida difficile senza essere stato aiutato troppo dalle scelte del Partito Democratico, Twitter ci mostra una Virginia Raggi sul pezzo (anche, sicuramente, grazie a chi ha curato la sua comunicazione) che è stata da subito determinata a prendersi Roma, e che ci è riuscita in una maniera comunicativamente apprezzabile.

Per chiudere con un sorriso, ecco questo simpatico tweet di Spinoza, blog satirico, a proposito del silenzio di Matteo Renzi, su Twitter, dopo la non soddisfacente tornata elettorale. Proprio lui che cinguettava anche pochi secondi prima di diventare Presidente del Consiglio evita commenti a caldo.

 

 

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Luigi Conenna

Sono nato sul mare. Sono aperto al mondo, senza muri e barriere. Mi piacciono l’armonia e la tranquillità.


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