048: quando i social commuovono

Sara Ceredi
048, foto Taranto
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Oltre tremila like, più di mille condivisioni e almeno duecento commenti: non parliamo della foto di Instragram di qualche personaggio famoso, non stiamo raccontando di una nuova puntata di qualche serie televisiva e non stiamo analizzando il discorso di qualche esponente politico. Parliamo di un abbraccio, di Taranto, dell’ILVA e di due persone dalle scelte di vita molto differenti ma con una caratteristica comune: il codice 048.

Il codice 048 è il numero che identifica i malati oncologici esenti dal pagamento del ticket sanitario e fra le persone che lo conoscono bene ci sono un poliziotto e una madre, entrambi di Taranto ed entrambi vittime dell’ILVA, o meglio dell’impatto ambientale e di conseguenza salutistico della famosa acciaieria pugliese.

Il poliziotto è in tenuta antisommossa e si trova nel cordone di difesa del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, in visita a Taranto successivamente all’attuazione del decreto salva ILVA.
La madre si trova dall’altra parte della barricata, in quella parte del mondo fatta di cittadini e di vittime del codice 048, difatti suo figlio è vittima dell’ambiente tarantino e porta addosso il peso di quel codice.

Il poliziotto lavora per la sicurezza del premier, la donna protesta per il decreto ILVA attraverso cui il governo ha elaborato nuove misure di “salvataggio” per l’ex ITALSIDER senza apparentemente dare la giusta importanza al tema della salute a rischio dei cittadini di Taranto.

Nel decreto si parla di cifre (5 milioni di Euro) che la regione Puglia dovrebbe percepire nei prossimi due anni per investire sulle cure dei malati oncologici e si accenna anche alla possibilità per il reparto di pediatria di poter elaborare delle nuove ricerche e soluzioni relative al problema tumorale presente nella zona, ma questo per una madre non è sufficiente. Non può bastare per chi ha un amico, un parente, un fratello o un figlio con il codice 048.

Ecco perché la donna porta in segno di protesta un cartello con la scritta “Siamo tutti 048”, perché a Taranto, e non solo, sono numerosi i casi di persone decodificate in questo modo e tra queste anime c’è anche suo figlio.

Ma non solo. Ad essere un ex codice 048 è anche lo stesso poliziotto in tenuta antisommossa che controlla i manifestanti in rivolta contro il Premier Renzi ed è lui il primo a notare il cartello della donna ed è il primo rappresentante delle forze dell’ordine a lasciarsi andare, a dare segni di cedimento come se fosse anche lui un uomo e non un nemico; la donna osserva l’uomo, lo scruta, osserva il suo viso e nota una lacrima. Lì, in quell’istante nasce il tutto: nasce l’abbraccio spontaneo tra due persone che conoscono sulla loro pelle il codice 048 e che in quell’istante si riconoscono come alleati e non come parti opposte di uno stesso mondo.

Quella collaborazione e quella alleanza viene ripresa, fotografata, filmata e finisce, come ovvio, sui social. La donna posta la fotografia su Facebook e scrive “Io lo so che siete anche voi come noi, lo so. Perché siete padri, fratelli, figli di 048: siete come gli operai dell’ILVA, portate a casa il pane. Poveri cristi come noi.”

L’immagine viene condivisa in continuazione e ripresa dal profilo di Agente Lisa, la pagina Facebook utilizzata dalla Polizia di Stato per testimoniare che anche le Forze dell’Ordine sono cittadini, uomini, madri, padri, fratelli e figli e che anche loro vivono quotidianamente i drammi di quella che viene definita normalità pur indossando una divisa e restando dalla parte opposta della fazione operaia.

La fotografia arriva anche ai telegiornali e alle diverse testate giornalistiche e continua ad essere virale anche nei giorni successivi: il 29 Luglio erano circa duemilatrecento i like ed ottocento le condivisioni; ad oggi i like sono oltre tremila e le condivisioni più di numero mille.

Forse perché siamo ancora in grado di commuoverci, anche quando non lo diciamo direttamente ma lo condividiamo.

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Sara Ceredi

Appassionata di tutti gli effetti dell’elettronica e di tutte le
sfaccettature della danza, non nego l’amore immenso che provo per il
nichilismo e per la letteratura russa.
Filosofa di formazione e di mentalità, attraverso l’universo sorridendo!


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