La Comunicazione Pubblica

contesto e definizioni

La comunicazione pubblica

Generalmente vengono utilizzate due diverse strategie di definizione, una più restrittiva, focalizzata sul soggetto della comunicazione, e una più estensiva, focalizzata sull’oggetto.

Definizione soggettiva

Secondo la prima strategia, è comunicazione pubblica ogni forma di comunicazione che proviene dalla pubblica amministrazione. In questo caso, l’unico problema è definire i confini del settore pubblico.
Mentre può essere abbastanza semplice stabilire quali soggetti sono “enti pubblici”, in quanto determinati dalla legge, può essere invece difficile allargare la definizione di pubblica amministrazione a tutte le realtà appartenenti al cosiddetto “parastato”. Queste ultime – aziende erogatrici di servizi pubblici, imprese partecipate da capitale pubblico, ecc. – spesso condividono molte più caratteristiche con il settore privato che con quello pubblico, eppure spesso partecipano appieno al sistema degli attori istituzionali della comunicazione pubblica.

Definizione oggettiva

Secondo l’altra strategia, il comune denominatore delle diverse forme di comunicazione pubblica è l’oggetto, che consisterebbe nell’interesse generale della materia trattata. In questo caso, sotto l’ombrello di comunicazione pubblica risiedono almeno tre differenti fenomeni, in parte sovrapposti:

  • la comunicazione dell’istituzione pubblica (comunicazione istituzionale), che coincide sostanzialmente con il primo senso (quello soggettivo) del termine comunicazione pubblica;
  • la comunicazione sociale (o di solidarietà sociale) portata avanti da numerosi soggetti pubblici e privati con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica circa problemi sociali riconosciuti da tutti e le cui soluzioni, in via di principio, sono condivise (vedi anche “pubblicità sociale”);
  • la comunicazione politica, portata avanti da partiti, movimenti e altre organizzazioni di rappresentanza politica, con lo scopo di costruire il consenso e influenzare le scelte del governo su temi controversi.
  • la comunicazione interna, prepara, promuove e accompagna i processi di modificazione, adattamento e trasformazione degli assetti organizzativi e gestionali degli enti ed assume, pertanto, un fondamentale valore strategico, funzionale ad una nuova cultura aziendale.

(Fonte: Wikipedia)

La comunicazione di pubblica utilità

La comunicazione di pubblica utilità è un sistema di relazioni e pattuizione tra soggetti pubblici e privati in cui si esprimono funzioni e attività di informazione, comunicazione interna/esterna e di relazione – collocate nel quadro di un utilizzo ampio di tecniche e modalità operative – non solo regolate da normative ma anche sollecitate da fattori negoziali indotti da sfide e da opportunità in attuazione del principio di sussidiarietà.
In tal quadro – in cui attività, prodotti e servizi sono sorretti da un profilo di legittimità – funzioni, attività e strategie sono programmabili, valutabili e presidiabili secondo specificità professionali.
Lo scenario operativo è caratterizzato, tra gli altri, dai seguenti elementi:

  • la cultura del servizio;
  • il rispetto dei pricipi di trasparenza e di accesso;
  • l’identificazione di obiettivi che il perimetro dei soggetti coinvolti considera validi nel tempo e nello spazio;
  • il generale rilievo di obiettivi di sviluppo, di accompagnamento sociale, di sostegno dei processi identitari, di competitività all’interno della legalità;
  • il problema della conoscenza delle regole e della connessa cultura condivisa;
  • l’argomentazione e la tutela di valori e diritti;
  • la rappresentazione di interessi collettivi;
  • la ricerca di risultati riconducibili alla pubblica utilità;
  • un criterio educativo – o per lo meno di tendenziale inclusione e integrazione sociale – che si accompagna alla logica di efficienza ed efficacia.

(Fonte: Stefano Rolando, a cura di. La comunicazione di pubblica utilità. volume 1 e 2, Franco Angeli, 2004)

Il quadro normativo e la figura del comunicatore pubblico

La figura del comunicatore pubblico è stata istituita e legittimata dalla legge 150/2000 e approfondita nei successivi regolamenti. In passato, ricordiamo invece che, le attività di comunicazione e informazione svolte nell’ambito della pubblica amministrazione, erano affidate a personale interno non abilitato a tale esercizio. La legge 150/2000 oltre ad indirizzare le amministrazioni su come gestire le attività di informazione e comunicazione, istituendo la figura del comunicatore pubblico, indica anche quale debba essere il ruolo di colui che è deputato a gestire i flussi di comunicazione esterni e interni di una pubblica amministrazione.
Il comunicatore ha, infatti, potere di coordinamento, promozione e sviluppo di progetti che interessano le attività di comunicazione e informazione, nel rispetto dei principi di trasparenza, partecipazione e di tutela dei dati.
(Fonte: Formez)

Il ruolo del comunicatore pubblico

Creare i presupposti per ridurre le barriere tra le persone e metterle in relazione tra loro, stabilire l’agenda setting (il grado di importanza e l’ordine secondo cui devono essere trattate le varie notizie di interesse pubblico), contribuire a rendere le pubbliche amministrazioni non più oggetto di comunicazione, spesso critica, ma soggetto, migliorando la loro capacità di comunicare con i loro pubblici di riferimento, sono solo alcuni dei compiti affidati oggi alla figura del comunicatore pubblico. In tal senso, infatti, il comunicatore è colui che riesce a trasmettere il cambiamento, a interpretare rapidamente le situazioni e le tendenze in atto all’interno della società.
(Fonte: Formez)